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 Pseudoartrosi, onde d’urto vs chirurgia. valutazione economiche di confronto.  Schaden W., Fischer A., Sailler A.: Mancati
 

 

 

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Algoritmo terapia con onde d'urto

 

 

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Rispondiamo alle vostre domande sulla terapia con onde d'urto

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Qualità-Eticità

La definizione di qualità in medicina è argomento di difficile definizione. Si parla spesso di qualità di un servizio come della sua rispondenza a requisiti di tipo organizzativo e strutturale, ma non è certo che questa “qualità” si traduca in qualità di cura.


Non si vuole mettere in discussione la necessità di un servizio adeguato alle esigenze del cittadino, di strutture organizzativamente efficienti e puntuali, si vuole piuttosto affrontare più direttamente la valutazione della qualità della cura proposta.
La cura, nella fattispecie la terapia con onde d’urto, è inevitabilmente legata all’attenzione nella sua appropriatezza nei termini di proposizione adeguata al caso clinico e nei termini di esecuzione tecnica. Competenza e preparazione dell’operatore giocano un ruolo di rilievo e questa terapia appare pur sempre, nonostante l’evoluzione tecnologica, operatore-dipendente.
Vi sono altresì elementi che nell’ambito scientifico ci devono confortare nel proporre al paziente una terapia piuttosto che un’altra, e sono criteri che si rifanno:


• all’evidenza scientifica di efficacia,
• al rispetto delle indicazioni elettive per la patologia,
• ad una possibilità di effetti indesiderati ragionevole,
• ad una accettabilità da parte del paziente,
• e non ultimo anche alla congruità dei costi.

In una metodica sostanzialmente così recente ed in evoluzione quale l’utilizzo delle onde d’urto non sempre quella che viene riportata come valutazione di efficacia risponde a presupposti strettamente scientifici di “Evidence Based Medicine”. Non è casuale che la FDA, organismo USA di controllo abbia proceduto, sino ad ora, all’approvazione della terapia in pochissimi casi. Sono in corso di svolgimento altri trias clinici che dovrebbero portare ad ulteriori aprovement, ma siamo comunque ben lontani da quello che appare l’uso diffuso e consolidato della metodica.

Sino ad ora la maggior parte degli studi si sono rivolti ad aspetti sperimentali, a comprendere cioè i fenomeni biologici della stimolazione con le onde d’urto su tessuti animali o su linee cellulari di laboratorio, o a studi osservazionali, cioè miranti a valutare il risultato clinico di gruppi di soggetti senza i criteri di analisi in doppio cieco.

Questa terapia spesso si propone come una terapia pre-chirurgica, eseguita dopo che altre terapie ripetute nel tempo avevano dato risultato negativo, o proposta in quanto unica possibilità terapeutica a cui ricorrere senza interventi cruenti.

Nella proposizione della terapia si hanno chiari supporti scientifici solo per un numero ridotto di patologie, ma ancor meno chiara e univoca la definizione dei protocolli terapeutici da seguire.

Da tempo cerchiamo di monitorare la nostra attività e di mettere in comune con altri centri i nostri protocolli e i risultati ottenuti. Recentemente abbiamo potuto realizzare uno studio comparativo su due diversi protocolli terapeutici che ci ha dato conforto sulle modalità operative recentemente adottate. Ed è in questa direzione che abbiamo proposto uno strumento informatico e una modalità di raccolta dei dati che potrebbero essere di grande utilità nella realizzazione di studi multicentrici che coinvolgano un numero sempre più significativo di pazienti. Siamo lieti che questa nostra proposta abbia ricevuto il plauso della Società Internazionale (I.S.M.S.T) nel nostro recente congresso di Toronto 2007.

Grande è l’interesse che la terapia con onde d’urto sollecita e grande soprattutto per una serie di patologie nelle quali l’alternativa sarebbe un intervento chirurgico.
Giustamente questo tipo di trattamento viene valutato con circospezione sia dal punto di vista clinico che dal punto di vista economico. Come struttura pubblica abbiamo anche il carico di questa doppia valutazione e riflessione sulla proposta della terapia con le onde d’urto in ambiti non ancora chiaramente definiti anche a livello normativo.
Non ci aiutano le incursioni speculative di operatori più entusiasti e disponibili ad allargare le indicazioni o forse più interessati ad aspetti economici. Condizioni queste che possono portare ad una banalizzazione della terapia o peggio ad una sua dequalificazione.
Per questi motivi la selezione accurata dei casi, della valutazione dei pazienti e il loro controllo a distanza, è un obiettivo fondamentale della nostra attività che pone la qualità del trattamento come punto fondamentale nell’attività clinica. Questo è possibile anche grazie a chi ci ha insegnato e soprattutto a chi condivide con noi questo progetto. Stiamo quindi lavorando per dare a questa metodica dalle grandi potenzialità un rilevo di qualità e di eticità nella sua proposizione.

Raccogliamo la sfida dell’European Federation of Internal Medicine, in accordo con l’American Board of Intenal Medicine, per il “Progetto sulla professionalità medica” che definisce i seguenti principi fondamentali della “Carta della professionalità Medica” : la centralità del benessere dei pazienti, l’autonomia dei pazienti, la giustizia sociale attraverso l’impegno del medico alla competenza professionale, all’onestà verso i pazienti ed alla riservatezza, a migliorare la qualità delle cure e l’accesso alle stesse. Buona parte di questo obiettivo alla professionalità si realizza attraverso l’utilizzo appropriato delle conoscenze scientifiche e della tecnologia, che devono essere impiegate sulla base di prove scientifiche e dell’esperienza medica.

 

Modalità terapeutiche

Possono essere distinti due diverse modalità di trattamento

1. trattamenti semplici - indirizzati ai tessuti molli non complicati da situazioni particolari o patologie intercorrenti;
il trattamento può comprendere:
visita medica - valutazione funzionale - trattamento con onde d’urto, utilmente contestualmente associato a trattamento fisiokinesiterapico.

2. trattamenti complessi – indirizzati a patologie dei tessuti ossei o dei tessuti molli di particolare rilievo che necessitano di complessità operative che debbono essere affrontati in regime di ricovero ospedaliero in relazione alle specifiche esigenze cliniche, alle condizioni del paziente e alle necessità ad espletare le cure del caso;
il trattamento può comprendere:
visita medica - valutazione funzionale - valutazione RX in scopia diretta - anestesia generale o sedazione o anestesia locale - trattamento con onde d’urto - eventuale apposizione tutore o apparecchio gessato - trattamento FKT.