Le onde d'urto
Sono, impulsi pressori con tempi brevissimi di salita del fronte (10 miliardesimi di secondo) e di durata (dell’ordine di 2 - 5 milionesimi di secondo) che generano una forza meccanica diretta con l'obiettivo principale di trasferire energia sui tessuti corporei, per stimolarne i processi riparativi.
Cosa sono le onde d'urto
Le onde d’urto sono onde acustiche che accompagnano la nostra vita quotidiana senza essere notate. Il rumore provocato dai tuoni o la deflagrazione causata da un’esplosione sono esempi in cui le onde d’urto giocano un ruolo importante. Grazie alle onde d’urto, l’energia può essere trasmessa a lunghe distanze. Un aeroplano, che infrange la barriera del suono, genera un rumore molto forte, che può arrivare a far tintinnare i bicchieri di una credenza. L’onda d’urto ha quindi trasmesso energia dall’aeroplano sino ai bicchieri.
Le onde d’urto utilizzate in terapia sono delle particolari onde acustiche con caratteristiche precisate a livello internazionale (D.I.G.E.S.T).
Da un punto di vista fisico sono definite come
onde acustiche ad alta energia.
Sono impulsi pressori con un fronte di salita rapidissimo (circa 10 miliardesimi
di secondo), brevissimi di salita e discesa dello spike (tra 2 e 5 milionesimi
di secondo) e tempi complessivi di durata del ciclo d’onda inferiori a 10
millesimi di secondo. Questi impulsi generano una forza meccanica diretta che
può essere indirizzata sulle parti del corpo da trattare. L’onda d’urto non va
confusa con l’onda ultrasonora che viene frequentemente utilizzata sia a scopo
diagnostico (nell’ecografia), sia a scopo terapeutico (in terapia fisica negli
ultrasuoni). A differenza dell’onda ultrasonora, che ha un andamento
sinusoidale, l’onda d’urto, come detto, ha un andamento ad impulso e valori di
pressione generati molto più elevati, mediamente 1000 volte superiori (circa 500
bar contro 0,5 bar).
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| Onda d'urto generata da un aereo che infrange la barriera del suono |
La diffusione dell’onda nei tessuti segue le leggi fisiche delle onde acustiche della trasmissione, della riflessione e dell’assorbimento, che risultano legate alle caratteristiche proprie del mezzo e risentono inevitabilmente delle diversità di densità e di impedenza della cute, del grasso, dei muscoli e dell’osso6. Nella tabella sono riportate le caratteristiche acustiche di diversi tessuti (tratto da Dahmen G.P. e coll. Attempto Tubingen, 1955: 175-86 ).
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Il Meccanismo d'azione
Il meccanismo d'azione è molto complesso e ancora in fase di studio approfondito. Le onde d'urto agiscono in modo diverso a seconda del tessuto patologico che vanno a trattare (ossa, tessuti molli, cute). In generale stimolano l'attivazione dei naturali processi biologici di riparazione.
Diversi sistemi di generazione delle onde d'urto
Esistono diversi tipi di apparecchiature per la terapia con onde d’urto. Si distinguono per la modalità tecnologiche con le quali le onde d'urto vengono generate (vedi approfondimenti).
A livello
internazionale sono comunque stati fissati dei parametri tecnici specifici che
comunque debbono essere rispettati per poter definire l’onda emessa come vera
onda d’urto:
● Rapido innalzamento della pressione (< 1 µs)
● Breve durata ( < 10 µs)
●
Elevata
pressione di picco ( > 300 bar).
Protocolli di trattamento
I protocolli di trattamento
possono risultare diversificati nella loro proposizione in relazione alle
caratteristiche proprie delle diverse patologie e dei singoli casi clinici,
ovvero in relazione alle caratteristiche tecnologiche delle diverse
apparecchiature - elettroidrauliche, elettromagnetiche, piezoelettriche.
Tutti i protocolli possono però trovare sostanziale uniformità nella quantità
totale di energia somministrata. Si possono quindi avere differenze nei
protocolli terapeutici per numero di colpi (e quindi di tempo dedicato per
singolo trattamento) e per numero di applicazioni (e quindi numero di sedute
necessarie.
Le controindicazioni alla terapia con onde d’urto
- infezione acuta dei tessuti molli/ossa
- malattie primarie perniciose
- epifisiolisi nel punto focale
- malattie della coagulazione del sangue
- gravidanza
- pazienti con pacemaker
- tessuto polmonare nel punto focale
- cervello, midollo spinale, grandi nervi nel punto focale (neurocranio, colonna
vertebrale, costole)
Le indicazioni terapeutiche sull’apparato muscolo-scheletrico
Le patologie ormai avvalorate scientificamente riguardano:
Tessuti ossei
Ritardi di consolidamento/pseudoartrosi
Necrosi asettica testa omero/femore
Fratture da stress
Algoneurodistrofia
Patologie dei tessuti molli:
Condrocalcinosi gomito, anca, ginocchio
Rigidità articolare spalla/gomito/anca/gin.
Calcificazione e ossificazione
Miositi ossificanti
Fibromatosi di muscoli, legamenti, fasce
Tendinopatie dei tessuti molli
Tendinopatia calcifica di spalla
Epicondilite laterale di gomito
Tendinite trocanterica
Tendinite della zampa d’oca
Tendinite post-traumatica di ginocchio
Tendinite del rotuleo
Tendinite del tendine d’Achille
Fascite plantare con sperone calcaneale
Le indicazioni terapeutiche in altre branche
In Urologia nella Calcolosi Renale e nella Induratio Penis Plastica
Nell’ambito della Chirurgia nella Calcolosi Biliare
In Odontoiatria nel supporto agli impianti complessi
Nella Dermatologia e Chirurgia Plastica Ricostruttiva nelle ulcere cutanee
Le indicazioni terapeutiche in ambito veterinario
Come per l’ambito umano l’utilizzo prevalente è rivolto alle patologie dell’apparato muscolo-scheletrico
Ultimo aggiornamento pagina: lunedì 19 maggio 2008

